Le nuove nozioni di crediti inesistenti e non spettanti sono unitarie, sia ai fini penali che amministrativi, con riflessi anche per il passato

La ben argomentata e condivisibile pronuncia n. 31865/2025 del 9 dicembre della Corte di cassazione, nel dare conto delle modifiche del Dlgs n. 87/2024, riconosce espressamente che è «inequivoca la volontà del legislatore di unificare le nozioni di credito inesistente e di credito non spettante, sia ai fini penali che a quelli sanzionatori».

La questione è quanto mai attuale, alla luce del filone accertativo che “prende di mira” l’utilizzo in compensazione di crediti agevolativi, disconoscendone la validità per le ragioni più varie.

La pubblicazione dell’Atto di indirizzo del vice Ministro dell’Economia e delle Finanze del 1° luglio 2025 avrebbe dovuto rappresentare un momento “spartiacque”, poiché tale documento si propone di fornire agli uffici dei criteri interpretativi sufficientemente saldi per distinguere le fattispecie di crediti “inesistenti” da quelli “non spettanti”.

Tuttavia, l’applicazione pratica delle indicazioni ministeriali si sta scontrando con...

...continua a leggere nell'articolo a firma di Andrea Gaeta e Maurizio Nadalutti, pubblicato su Blast

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