
Sono toni apparentemente rassicuranti quelli che emergono dall’audizione (di fine ottobre) del direttore delle Entrate in Commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria in relazione all’impiego dell’AI da parte dell’amministrazione finanziaria.
Secondo il direttore Carbone, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale avviene soltanto nella fase pre-istruttoria, e con l’intervento umano. Inoltre, sono sempre parole di Carbone, “gli algoritmi utilizzati sono progettati per essere spiegabili, non discriminatori e trasparenti, così da evitare errori o iniquità”.
Illustrando le attività relative all’analisi del rischio, il direttore poi rileva che l’approccio adottato si basa sulla “spiegabilità della logica di funzionamento dell’algoritmo, per consentire di rispettare gli obblighi motivazionali previsti dalla legislazione tributaria, nonché per garantire ai contribuenti un contraddittorio preventivo effettivo ed informato”.
Già queste ultime affermazioni dovrebbero generare qualche sospetto...
...continua a leggere nell'articolo a firma di Dario Deotto, pubblicato su Blast
