
Si ha notizia che nell’ultimo periodo sono stati recapitati ai contribuenti numerosi schemi di atto relativi al recupero di crediti ritenuti inesistenti. Come riportato la scorsa settimana su Blast (si veda l’intervento di A. Gaeta e M. Nadalutti del 29 aprile scorso), vengono anche segnalati due aspetti:
1) che gli uffici procedono attraverso la preventiva comunicazione di uno schema di atto (nonostante la norma – di interpretazione autentica – del Dl 39/2024 abbia incautamente escluso dall’obbligo del contraddittorio preventivo le contestazioni afferenti crediti inesistenti);
2) che i crediti vengono comunque sempre considerati inesistenti anche quando risulterebbe evidente che, semmai, la contestazione dovrebbe riguardare la non spettanza del medesimo credito.
Ambedue le vicende sono “figlie” della stessa problematica. Ovvero l’insoluto distinguo tra le fattispecie di “credito inesistente” e “non spettante”; distinguo per il quale la recente riforma fiscale ha certamente acuito le perplessità...
...continua a leggere nell'articolo a firma di Dario Deotto, pubblicato su Blast
